Fra le tradizioni pasquali dell'alto Lazio, quella di Tarquinia è una delle più sentite e anche una delle più belle da vedere. Il giorno di Pasqua la statua del Cristo Risorto esce per le strade del centro storico portata a spalla a passo sostenuto, quasi di corsa, tanto che in città la chiamano semplicemente «il Cristo che corre». Se ti trovi a Civitavecchia nel periodo pasquale, Tarquinia è vicina e la puoi raggiungere in giornata, in auto o in treno.
Dal silenzio del Venerdì Santo alla festa della domenica
La Settimana Santa a Tarquinia ha due volti. Il Venerdì Santo è il giorno della processione del Cristo Morto, raccolta e silenziosa, con il passo lento delle processioni penitenziali. La domenica cambia tutto: il tono diventa di festa, le strade si riempiono e il Risorto esce in un clima di partecipazione popolare che coinvolge l'intera città, non solo i fedeli.
È proprio questo contrasto a rendere interessante la visita in quei giorni. Se puoi, assisti a entrambi i momenti: capirai meglio perché per i tarquiniesi la Pasqua sia il cuore dell'anno, religioso e civile insieme.
La statua e i portatori
La statua del Cristo Risorto è in legno ed è ottocentesca: viene attribuita allo scultore Bartolomeo Canini, che la realizzò su modello di Pietro Tenerani. Le fonti locali ricordano anche una versione precedente, settecentesca, legata alla corporazione dei falegnami. La macchina su cui è montata è pesante e viene portata a spalla da sedici portatori, un ruolo che a Tarquinia si tramanda di padre in figlio ed è considerato un onore.
Il passo veloce dei portatori è la caratteristica che ha dato il soprannome alla processione. Vederli avanzare tra la folla, sincronizzati, con la statua che oscilla sopra le teste, è un'immagine che resta a lungo, anche a chi non è credente.
Il percorso e i suoi momenti
Il corteo parte dalla chiesa di San Giuseppe ed è aperto dagli sparatori, che annunciano il passaggio con colpi a salve. Seguono i portatori dei lampioni e dello stendardo e quelli dei «tronchi», le grandi croci di legno coronate di alloro, simbolo della Resurrezione. Poi arriva il Cristo.
Lungo il percorso ci sono alcune tappe che i tarquiniesi aspettano. La statua passa davanti all'ospedale per benedire i malati, poi percorre corso Vittorio Emanuele fino a piazza Matteotti. Qui compie il tradizionale mezzo giro e benedice in direzione del mare, prima di riprendere la strada e rientrare nella chiesa di San Giuseppe.
Una giornata a Tarquinia
Se arrivi presto, puoi abbinare la processione a una passeggiata nel centro medievale, fra torri, chiese romaniche e scorci sulla campagna che scende verso il mare. Tarquinia è anche una delle grandi città etrusche: la necropoli dei Monterozzi, con le sue tombe dipinte, merita una visita a sé, e la raccontiamo nella guida a Tarquinia e la necropoli etrusca dipinta. Nei giorni di festa conviene controllare in anticipo le aperture dei siti culturali.
Il periodo pasquale, del resto, è un buon momento per tutto il litorale: le giornate si allungano, il clima è mite e le folle dell'estate non sono ancora arrivate. Poco dopo, a fine aprile, Civitavecchia festeggia la sua patrona, e ne parliamo nell'articolo su Santa Fermina.
Dormire a Civitavecchia per la Pasqua
Civitavecchia è una base comoda per la Pasqua nella Tuscia: Tarquinia è poco più a nord, lungo la costa, e la sera rientri in città senza fretta. Amos Port-Suite è nel centro, vicino al porto storico, con tre sistemazioni indipendenti. Se viaggi in famiglia, lo Sveva St. Flat ospita fino a tre persone, ha un angolo cottura attrezzato per preparare un pranzo semplice e un bagno con doccia in mosaico. Il check-in è autonomo, con le istruzioni che ricevi via WhatsApp.
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